Guardia ---> "Guardiae" dal germanico arcaico Wald (Vedetta, bosco, luogo di ascolto).
5.2.10 NOTARESCO (TE) - LOC. S. LUCIA
L'inquadramento cronologico del rinvenimento precedente, purtroppo più non verificabile in assenza dei relativi reperti, è venuto a trovare in qualche modo conferma dai risultati di uno scavo di emergenza condotto nel 1983 dalla Soprintendenza non molto lontano, in località S. Lucia dello stesso comune (Fig. 1, n. 13; Fig. 2, n. 10).
A seguito di un recupero della Guardia di Finanza di alcuni reperti da scavi clandestini sono state qui messe in luce tre sepolture a cappuccina mentre vari resti sconvolti dalle arature segnalavano l'esistenza sul sito di altre inumazioni ormai irrimediabilmente danneggiate 80.
Una delle sepolture superstiti (t. 1) presentava due individui adulti deposti supini ed affiancati con orientamento E-O, uno dei quali presentava a lato del cranio due spilloni in argento.
Le altre due, anch'esse parzialmente sconvolte dalla arature, presentavano orientamento analogo, e contenevano i resti solo in parte conservati in connessione anatomica di altri due individui adulti.
Fra gli elementi di corredo riferibili al sepolcreto (Fig. 4) 81, in parte provenienti dal recupero della Guardia di Finanza e dunque non precisamente attribuibili ad una delle tre sepolture 82, erano anche due coppie di orecchini in argento che sembrerebbero attestare la presenza nel sepolcreto di almeno due individui di sesso femminile.
Trattasi anzitutto di due esemplari del tipo a cestello (Fig. 4, 2) confrontabili abbastanza puntualmente con analoghi tipi da Cividale-Cella databili fra ultimo terzo del VI e prima metà del VII secolo 83.
Ad una cronologia fra fine VI e VII secolo appare riferibile anche la seconda coppia di orecchini, a globetti (Fig. 4, 1), confrontabile puntualmente con reperti analoghi dal sepolcreto di Rutigliano 84, e più latamente con altri oggetti di provenienza siciliana ed orientale 85.
Si tratta nel loro complesso di reperti che, pur non sembrando attribuibili con certezza ad un ambito etnico germanico, si presentano non di meno precisamente inquadrabili cronologicamente e collegabili a vaste tematiche culturali attestate anche nell'ambito delle necropoli coeve di sicura pertinenza longobarda 86.
Se a questo rinvenimento si associano il non meno significativo dato sul sepolcreto in loc. Veniglia e le testimonianze relative alla presenza attestata dalle fonti altomedievali nel territorio di Notaresco del Castrum Guardiae (Guardia Vomano), di una Fara S. Clementis e di una Curtis de Sala, e presso la vicina foce del Vomano di un Gualdum de Vomano, sembrerebbe emergerne la realtà di un consistente stanziamento longobardo lungo l'intera media e bassa valle del fiume Vomano 87.
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